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Tesi & Stage: attimi di riflessione.

16 gennaio 2009

Ultimamente, come avrete potuto notare, sono un po’ assente dal blog. A me spiace molto ma in questo periodo sono molto presa con la tesi. Eh si ormai siamo quasi alla fine di un lungo percorso di studi. Dalle elementari all’università, anni passati sui libri, ad apprendere e anche ad impazzire per il troppo carico di studio.

Aiuto, quante ne ho passate: dalle interrogazioni alle superiori che facevano disperare tutti facendo si che la classe si dimezzasse per via delle fughe, agli esami universitari passati con l’ansia i giorni prima e a farci forza tra noi compagni.

E ora sono qui…ad un passo da un traguardo che cambierà totalmente la mia vita. Scrivo la tesi, arranco un po’ ma le idee ci sono, la voglia ogni tanto scarseggia ma di quella non mi preoccupo. Io non mi arrendo mai!
Sto scrivendo una tesi, sotto forma di un e-book inerente al mio stage fatto in ambito dell’organizzazione d’eventi. Un’esperienza interessante ma che mi ha da un lato deluso. Speravo di apprendere maggiormente nozioni nuove e invece non ho fatto altro che applicare cose che già sapevo. Sicuramente l’esercizio continuo non fa mai male, ma “il più” è ancora meglio!

Ah il mondo dello stage…dovrebbe essere un momento di formazioni e a volte per molti, studenti o addirittura persone in cerca di lavoro, si rivela un totale sfruttamento.
Vi è un blog molto interessante inerente allo stage (lo potete trovare pure sul mio blogroll) ed è “La repubblica degli stagisti”.
Qui vengono riportati i numerosi casi di sfruttamento a livello di stage, i contratti a termine, ciò che prevede la legge e come in realtà si comportano le aziende. Dateci una letta, è molto interessante seppur raccapricciante. A volte leggo cose che mi fanno imbufalire.
Vi consiglio questo articolo molto interessante: “Paolo Citterio: Stage sì, anche di un anno: ma mai gratis!”

Va così, per noi giovani in cerca di un lavoro la vedo grigia. Occorre rimboccarsi le maniche ma se la legge non ci viene un minimo incontro e permette forme di abuso dalle aziende, faremo fatica. Tanta fatica.

In bocca al lupo e buona fortuna a chi al momento è alle prese con gli ultimi esami, alla tesi o è alla ricerca di un buon lavoro.
Buona fortuna…si ne avremo bisogno!!!

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6 commenti leave one →
  1. 17 gennaio 2009 9:25 am

    Perfettamente d’accordo. Alle superiori il mio stage è stato lavoro di pony express: porta quello, consegna quest’altro e via dicendo, utilizzando una bici scassata e con un freddo polare (era ottobre).

    L’alternativa (al calduccio dell’ufficio) era la catalogazione alfabetica delle scartoffie di cui a nessuno gliene poteva fregare di meno o fotocopie infinite di documenti da spinzare e ripinzare per l’archivio.

    Le uniche cose che ho appreso è stato l’uso del fax, di una calcolatrice Olivetti a carta e qualche via di Carpi.

    All’università abbiamo fatto uno stage da Let’s Dance, andato leggermente meglio perchè dovevamo progettare la comunicazione sul web (bastano 2 computer con connessione wireless e il gioco è fatto).

    Speriamo che, una volta laureati/specializzati/ecc., si riesca a fare qualcosa di più. Tipo le fotocopie a colori ;-) scherzo.

    Marco

  2. 19 gennaio 2009 4:58 pm

    Gli stage decenti sono rari e spesso si rasenta lo sfruttamento. Io sono stata abbastanza fortunata, mi sono quasi sempre trovata molto bene umanamente e il mio lavoro è stato riconosciuto e apprezzato. E in 2 casi dopo lo stage c’è stata un’esperienza lavorativa.

    Gli stage sono, come i contratti a progetto, un’arma fondamentale per le aziende: massima resa, minima spesa. E se ti danno un buono mensa è già tanto… ma tant’è, purtroppo in questo periodo di crisi trovare lavoro è difficile (esperienza personale) e bisogna accontentarsi di fare un po’ di gavetta!

    In bocca al lupo per la tesi! Anche io al triennio ho fatto un e-book sull’esperienza di stage, è stata una cosa carina!

    Immagino anche il professore che ti sta seguendo… XD!

  3. 19 gennaio 2009 7:07 pm

    @ Marco: hai proprio ragione. Spesso durante gli stage ci si trova a fare fotocopie, sistemare l’archivio o scartoffie. Mi è successo alle superiori ma devo ammettere che le persone con cui lavoravo erano molto carine con me. Almeno i rapporti umani erano buoni seppur lo stage fosse un po’ monotono.

    @Valechaos: “massima resa, minima spesa”, parole sante. E chi ci rimettono sono sempre e solo gli stagisti. Fortunatamente c’è qualche datore di lavoro intelligente, che apprezza quello che fai e sa ripagarti (denaro o proposta di lavoro). Ahimè è raro ma fortunatamente non si sono ancora “estinti”.

    Per la tesi, crepi il lupo!
    Il relatore? No, non puoi sbagliare;)

  4. 22 gennaio 2009 8:56 am

    Dalla scuola di danza ho incassato i soldi oggi, una parte che divisa per 3 risulta di 165 euro a testa.

    Ce li avevano promessi 6 mesi fa.

    Non aggiungo altro.

    Marco

  5. 26 gennaio 2009 8:45 pm

    In bocca al lupo per la tua laurea imminente! E’ vero… la legge ci ha completamente abbandonato e ora non siamo altro che carne da macello nelle mani di aziende che ci sfruttano…

  6. 27 gennaio 2009 10:38 pm

    Crepi il lupo Luce.
    Guarda la situazione che vivono molti stagisti è assurda. Non possiamo che sperare nel buon cuore dei capi d’azienda ma si sa, è un po’ un’utopia. Ognuno si fa i suoi interessi e stop.

    Mi sa che è proprio un brutto periodo per laurearsi e cercare lavoro…Speriamo bene!

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